Intervista sul maladaptive daydreaming

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  • Intervista sul maladaptive daydreaming

  • alice_in_wonderland

    Moderator
    31 Ottobre 2020 alle 20:28

    Ciao a tutti, mi chiamo Alice Landi e sono una studentessa di scienze della comunicazione presso l’università di Parma. Ho bisogno del vostro aiuto per la mia tesi di laurea. Vi invio una serie di domande aperte, alle quali potrete rispondere liberamente. Serviranno per cercare di capire che tipo di ruolo hanno i media contemporanei e l’industria culturale nell’alimentare il maladaptive daydreaming. Nelle domande troverete dei termini come paracosm, parame e paras che sono spesso utilizzati dalla community americana e inglese dei maladaptive daydreamers. Per qualsiasi dubbio scrivete pure. Grazie a tutti per la partecipazione e l’interesse

    Domande intervista

    1) In media, quanto tempo della tua giornata dedichi alla fruizione di film, serie tv, anime, libri, manga, fanfiction e musica? Quale di questi prodotti mediali preferisci e perché?

    2) Ti è mai capitato che un film, una serie tv, un libro o simili, abbiano stimolato la tua fantasia, tanto da passare ore e ore della tua giornata immersa in una di queste storie? Se si, fai qualche esempio

    3) Ti senti emotivamente connesso con i personaggi di fantasia (Paras ) che popolano il tuo mondo immaginario? Se si, descrivi le tue sensazioni in merito

    4) Uno dei termini che troviamo spesso quando si parla di maladaptive daydreaming è Paracosm o mondo immaginario. Descrivi il tuo mondo immaginario, il tipo di esperienze che vivi al suo interno

    5) Quando sogni ad occhi aperti, in che forma ti proietti nel sogno? ad esempio, sei te stesso o in una versione migliorata di te? oppure ti immedesimi in un personaggio che ha caratteristiche fisiche e caratteriali molto diverse da quelle che hai nella vita reale? oppure ancora prendi le sembianze di uno o più dei tuoi personaggi, cambiando forma ogni volta che preferisci? Descrivi dettagliatamente il tuo “io” (Parame) trasposto nel mondo immaginario

    6) Secondo te, il mondo dei media e i suoi stimoli o anche detti “Triggers”, quanto influiscono sulle tue fantasie? Pensi che senza questi inneschi le tue fantasie sarebbero meno pervasive? Pensi che siano una delle cause che alimentano il maladaptive daydreaming?

  • valeria_franco

    Organizzatore
    31 Ottobre 2020 alle 21:25

    Premetto che sono uscita dalla dipendenza da fantasie da almeno due anni in modo totale, risponderò al passato.

    1 – Non ho mai guardato molta tv, ma un tempo guardavo spesso film, uno o due la settimana. Leggevo spesso romanzi. Sono tutt’ora i miei “prodotti mediali” preferiti, ma amo molto anche i libri illustrati, non i fumetti però. Si sono aggiunti nel tempo i video di Youtube a tema scientifico in particolare. Totale ore? All’epoca una-due ore al giorno. Ora meno.

    2- Moltissime volte. A partire da molto giovane con il libro l’Isola del tesoro, passando per film di ambientazione diversa. Non prendevo tuttavia la trama pari pari, ma dei pezzi, degli spunti, soprattutto per quanto riguarda i film, poichè la storia che era già esistente “non poteva essere mia” se apparteneva già a qualcun altro e non potevo reciclare i volti degli attori.

    3- Molto emotivamente connessa, con sentimenti di amore e amicizia.

    4- Domanda fin troppo personale. Ho confidato alcune di queste cose solo a una persona. Non perchè ci sia qualcosa di strano, ma ne sono molto gelosa. Di tutte le storie però è rimasto un luogo, una casa nel bosco, che rimane ancora, in cui torno come in un rifugio sicuro. Senza più storie, è solo “la mia casa”.

    5-Io sono sempre stata io e sono cresciuta e cambiata assieme alla me reale. Ma decisamente più…onesta con me stessa. La me “di là” era più indipendente e più capace di esprimere bisogni.

    6- Non credo che siano i media in sè a scatenare il maladaptive daydreaming. Credo piuttosto che la cultura dietro i media possa impattare su un certo tipo di mente, creando aspettative, o dando per vere situazioni che magari nella realtà non ci sono o sono improbabili ma che nutrono il nostro immaginario.

  • gorka

    Partecipante
    31 Ottobre 2020 alle 23:07

    1) Nei periodi in cui non riesco a controllare la mia fantasia (non ne soffro sempre), guardo video su youtube che si adattano alla storia che ho creato o ai suoi personaggi o al suo ambiente. A volte mi servono solo per innescare la fantasia. Un’altra risorsa che uso è la musica o una sola canzone.

    2) È raro che una serie o un film abbia avuto questi effetti. Non mi fisso tanto sulla storia in sé quanto su alcuni personaggi o certe ambientazioni di una serie per poi adattarli alle mie fantasie.

    3) assolutamente sì! Con ciascuno di loro sono molto connesso in relazione al ruolo che tali personaggi hanno nella mia storia. Vi sono poi i personaggi “comparsa” che hanno solo la funzione di dare una logica alla storia. Con questi non ho una particolare connessione e, infatti, possono cambiare rapidamente.

    4) Non so se sia corretto dire che è una versione migliorata di me stesso. Sicuramente sono più simile a ciò che vorrei essere. Poi, se ciò che voglio essere sia una versione migliore di me è un punto ancora tutto da stabilire o chiarire. Il dettaglio di questo io rimane molto intimo e credo di non volerlo mantenere tale. C’è una caratteristica, però, che è ricorrente e forse paradossale: nelle mie fantasie il mio Io ha più controllo sulle emozioni.

    5) i luoghi sono reali. Non sono necessariamente luoghi che ho frequentato, però devo averli visti almeno una volta. Può essere un bar, una spiaggia o la via di una qualche città, ma non sono mai inventati.

    6) i media sono degli espedientio stratagemmi usati per intensificare le fantasie. Tuttavia quando ancora non erano così presenti, fantasticavo quanto adesso e trovavo altri modi per sollecitare quest’attività.

    • alice_in_wonderland

      Moderator
      1 Novembre 2020 alle 14:52

      Grazie per aver dato il tuo contributo😀

  • blackcat

    Partecipante
    1 Novembre 2020 alle 22:20

    1) Non guardo la tv e non mi piacciono né i manga né gli anime. Però ho sempre adorato guardare film e serie tv, per non parlare della musica. In passato occupavano diverse ore della mia giornata, adesso a malapena mezz’ora. La mia preferita in assoluto rimane la musica, ho sempre avuto una connessione profonda con lei, quando l’ascolto mi sembra di sentire battere il cuore allo stesso tempo delle canzoni.

    2) Assolutamente sì, motivo per cui ho smesso di guardarli. Purtroppo ho la tendenza ad immedesimarmi troppo e a far diventare “mie” le trame. Mi aiutano tantissimo a fantasticare, sono un grande spunto per me insieme alla musica. Spesso però le storie che mi invento io sono abbastanza distanti da ciò che guardo, nel senso che posso trarre anche solamente ambientazione, periodo storico o personaggi, la trama è nella maggior parte dei casi rivisitata.

    3) Sì, Assolutamente sì. La cosa che mi ha sempre più preoccupata. Riesco a provare amore, amicizia, dolore e rabbia verso persone che esistono solo dentro la mia testa.

    4) Ho vissuto in molti mondi immaginari e mi risulta un po’ difficile descriverli tutti, anche se spesso sono abbastanza simili tra loro, tralasciando alcuni casi. Ma, detto sinceramente, anche se fosse stato uno soltanto non ne avrei mai parlato. Il mio Paracosm è il mio rifugio, l’unico posto dove sono tranquilla, condividerlo con il mondo esterno mi sembra una cosa innaturale.

    5) In genere sono una versione migliorata di me, sia fisicamente che caratterialmente. Ho successo sia nella vita privata che nella vita professionale, sono mentalmente stabile e ho un sacco di amici a cui voglio bene, non provo né sensi di colpa né vergogna, prendo solo il lato migliore della vita, anche se può capitare di provare emozioni negative anche nell’altro mondo.

    6) Questi triggers influiscono molto sulle mie fantasie, ma anche senza di loro (ne ho tagliati un bel po’) continuo ad averle. Sicuramente i media creano delle aspettative molto alte, che difficilmente vengono soddisfatte dalla vita quotidiana. Secondo me possono solamente aiutare ad innescare le fantasie, ma non ne sono assolutamente la causa, essa va ricercata dentro di noi e non all’esterno.

  • dim

    Partecipante
    2 Novembre 2020 alle 12:41

    1) Preferisco film, serie tv, libri e musica. Al giorno spendo in media due ore nella fruizione. In passato molto di più (anche tutto il giorno)

    2) Assolutamente sì, mi capitava (e mi capita ancora anche se molto di meno) maggiormente con film e video musicali. Da bambina erano soprattutto film e libri a stimolare la mia fantasia. La musica era il sottofondo costante.

    3) In passato sì, ora no. Adesso i personaggi sono soltanto persone che conosco davvero nella vita reale quindi i sentimenti che provo nei loro confronti sono quelli reali.
    Da bambina/adolescente invece provavo affetto e amore nei confronti di personaggi immaginari appartenenti alle mie fantasie.

    4) Il mio mondo immaginario attuale è una casetta in città in cui vivo da sola.
    In passato il mondo immaginario erano le profondità marine (mi aiutavano molto le vacanze al mare ahah)

    5) Sono io ma in versione molto migliore. Non solo fisicamente ma anche caratterialmente. Riesco a gestire meglio le emozioni, le conversazioni e mi vedo dall’esterno. Tutto quello che provo al momento lo amplifico all’interno della fantasia.

    6) Influiscono moltissimo e sono quasi fondamentali. Non saprei immaginare come sarebbero le mie fantasie senza musica, film e libri. Sono sempre stata fortemente influenzata da questi media nel MDD. Nonostante ciò penso che avrei fantasticato lo stesso… magari di meno non avendo spunti continui, questo sì. Avendo iniziato molto piccola da bambina per me è difficile sapere se in mancanza di quei triggers le cose sarebbero andate diversamente.

    • valeria_franco

      Organizzatore
      14 Novembre 2020 alle 19:09

      Hai toccato un punto interessante. E’ difficile sapere se sarebbe stato diverso senza i trigger, l’immaginario collettivo della nostra epoca è nutrito di “industria culturale”. Credo che ci sia da fare una distinzione, anche da un punto di vista della tua ricerca @alice_in_wonderland : da un lato ci sono i trigger, dall’altro i modelli, cioè da un lato l’impatto diretto del suggerimento che il trigger ha nella nostra vita, dall’altro il background culturale che l’industria dell’intrattenimento crea e che pone aspettative esagerate sulla realtà, come sottolineava @MrOrange .

      • alice_in_wonderland

        Moderator
        15 Novembre 2020 alle 00:48

        Ci sono un sacco di spunti interessanti in queste interviste, se posso dare una mia opinione personale, sono convinta che, sebbene il maladaptive daydreaming sia ancora poco conosciuto e studiato, penso che il mondo e la società in cui viviamo siano pregni di tutti questi stimoli a cui veniamo sottoposti ogni giorno. Oggi è molto difficile pensare ad una società senza serie tv, senza film o i social come instagram o tik-tok. C’è un eccesso di stimoli, che producono in tutti noi degli effetti, sia positivi che negativi. In particolar modo, come molti hanno confermato in queste interviste, nel caso del maladaptive, questi stimoli vengono presi per alimentare le fantasie, proprio come una droga. Ecco perchè bisognerebbe studiare più approfonditamente gli effetti dei media su tutti noi e come hanno cambiato profondamente la società.

  • labirintico

    Partecipante
    2 Novembre 2020 alle 15:45

    Premetto che la mia dipendenza da fantasie ha nell’ultimo anno assunto un volto molto diverso, più gestibile. Fantastico ancora ogni giorno ma questo interferisce molto meno con la mia vita e non mi impedisce, il più delle volte, di fare quello che devo o voglio fare.

    1) Direi due ore al giorno, tra libri, serie tv, film, video su youtube (che metto fra queste cose perché comunque mi allontanano dalla realtà e li uso anche per incominciare a fantasticare) e fanfiction. Mi piacciono tutti ugualmente, a seconda dei periodi consumo più un tipo che un altro. Fino a poco più di un anno fa, il tempo che dedicavo a queste attività era molto di più, almeno il triplo.

    2) Mi capita spesso che una storia inspiri una mia fantasia, ma spesso le lascio andare poco tempo dopo. Tuttavia, alcune storie sono state delle vere e proprie ossessioni che hanno trasfigurato tutto il mio mondo fantastico. L’esempio più eclatante è un manga per cui ho avuto un’ossessione da quando avevo 12 anni, ha segnato le mie fantasie e in un certo senso anche il mio percorso di crescita.

    3) Sì e no. In generale i miei personaggi sono più che altro spettatori delle mie azioni e dei miei monologhi, mi fanno compagnia ma non ho un rapporto necessariamente stretto con loro. Solo a volte mi capita di provare dei sentimenti di vero affetto nei loro confronti. Poi ci sono un paio di personaggi con cui sento di avere un legame, ma si tratta più di un’intesa che di un sentimento vero e proprio. Le emozioni più forti nelle fantasie sono quelle che provo quando invece recito un altro personaggio, che non c’entra niente con me, e allora provo molte più cose, anche amore romantico, nei confronti di altri personaggi.

    4) Si potrebbe dire che ho “ucciso” il mio mondo immaginario. Da adolescente fantasticavo sull’essere una versione migliore di me stessa che faceva la mia stessa vita ma aveva dei superpoteri e viaggiava tra mondi paralleli, incontrando così tanti altri personaggi, inventati e non, e salvando il mondo (il come era sempre vago, però, non era quella la parte che mi interessava). Poi verso i 19 anni, spaventata dalla mia dipendenza, decisi che se non riuscivo a smettere di fantasticare dovevo almeno fantasticare sulla vera me stessa, senza poteri e cose strane. Così adesso le mie fantasie sono per il 90% del tempo dialoghi o monologhi basati sul reale, sulle mie riflessioni e i miei dubbi, o semplicemente i miei personaggi che mi fanno compagnia mentre faccio cose. Ogni tanto (soprattutto la sera) immagino di essere qualcun altro, vivere un’altra vita, ma sono sempre episodi a sé stanti, non creo più storyline lunghe e complesse, sono più che altro mini storie di amore, di solito.

    5) Come ho detto prima, da adolescente ho creato con le fantasie una versione migliore di me stessa: era esattamente come me ma orfana (i miei genitori erano i suoi genitori adottivi), bellissima, molto più intelligente, sicura di sé, assolutamente infallibile. E aveva dei superpoteri che ogni tanto cambiavo. Adesso lei non esiste più, ci sono io così come sono. I personaggi di cui prendo i panni di tanto in tanto sono vari, soprattutto maschi, ma di solito non hanno nulla di speciale.

    6) Mi sono fatta questa domanda tante volte, ed è un po’ difficile rispondere. Il mondo dei media non solo stimola le fantasie da cui sono dipendente, ma rappresenta esso stesso una dipendenza. Mi sono sempre immersa nelle storie in modo totale, sin da bambina, e sin da bambina è sempre stata evidente la mia “riluttanza” a lasciare quel mondo per quello reale. In un certo senso si potrebbe dire che queste mie due dipendenze siano una cosa sola. Non c’è poi tanta differenza tra il passare ore e ore della tua vita a fantasticare, ignorando il resto, e passare ore e ore a guardare serie tv (per esempio). Potrebbero i libri e i film con cui sono cresciuta aver causato, almeno in parte, il MD? Sinceramente non penso. Mia sorella è cresciuta con le stesse identiche storie e non ci è rimasta attaccata. Una dipendenza parte sempre da un disagio e una predisposizione, credo. Man mano che ho cercato di prendere il controllo delle mie fantasie anche il mio bisogno di evasione per altre vie è andato affievolendosi, ma questo è successo perché ho cercato di andare alla radice del problema, a quello che nella mia vita o dentro di me non funzionava. In conclusione penso che avrei avuto questo problema anche senza i media, ma non c’è dubbio che questi abbiano contribuito molto ad aggravarne la severità.

  • emi_latmo

    Partecipante
    2 Novembre 2020 alle 17:59

    ) In media, quanto tempo della tua giornata dedichi alla fruizione di film, serie tv, anime, libri, manga, fanfiction e musica? Quale di questi prodotti mediali preferisci e perché?

    Siccome da un po’ di tempo sto tentando consapevolmente di ridurre le fantasie e continuando a lavorare per risolvere altri problemi psicologici, mi dedico almeno un’ora al giorno a leggere libri che però non sono romanzi, e stimolano un’attività intellettuale diversa. Inoltre cerco di limitare l’ascolto di musica. Nonostante questo mi capita di ascoltarla appositamente per fantasticare, in media per circa un’oretta / un’oretta e mezzo. Ma dipende molto dai periodi. Guardo qualche volta serie TV ed anime perché riescono a farmi immergere nella storia con una modalità simile alle fantasie.
    Durante l’ infanzia adolescenza potevo trascorrere tutto il giorno a leggere libri con storie che mi coinvolgevano. Avevano un effetto simile alle fantasie e mi distraevano dalla mia vita. Trascorrevo molto tempo chiusa in camera da sola. Adesso preferisco usare la lettura in modo più funzionale.

    2) Ti è mai capitato che un film, una serie tv, un libro o simili, abbiano stimolato la tua fantasia, tanto da passare ore e ore della tua giornata immersa in una di queste storie? Se si, fai qualche esempio

    Mi succedeva da bambina, sceglievo dei personaggi di cartoni o serie TV e li “frequentavo” nelle mie fantasie.

    3) Ti senti emotivamente connesso con i personaggi di fantasia (Paras ) che popolano il tuo mondo immaginario? Se si, descrivi le tue sensazioni in merito

    Sì, molto. Sono persone che fanno parte della mia vita reale. Tuttavia nella vita reale hanno ruoli e rapporti diversi, e questo mi ha creato non poca confusione emotiva. Sto cercando di lavorare su questo aspetto.

    4) Uno dei termini che troviamo spesso quando si parla di maladaptive daydreaming è Paracosm o mondo immaginario. Descrivi il tuo mondo immaginario, il tipo di esperienze che vivi al suo interno

    Il mio mondo immaginario è realistico. Posso inventare in modo realistico alcuni luoghi, come case, spazi all’aria aperta che non ho mai visto. In tutte le storie io sono la protogonista. Di solito immagino contemporaneamente più vite. In una vita vivo una storia d’amore con una persona che ho scelto in maniera non cosciente e che resta presente nelle mie fantasie per anni. Ci sono stati pertanto pochi personaggi fin da quando ho memoria. Tutti erano parte della mia vita reale e spesso non erano persone con cui nella realtà avevo o avrei voluto davvero una storia d’amore, cosa che mi creava non poco disagio. In queste fantasie sono presenti inoltre molte persone che conosco. Riesco a gestire contemporaneamente le parti di tutti. Questo genere di fantasia credo si leghi alla mia paura di non essere moralmente integerrima e quindi di desiderare relazioni amorose che non dovrei desiderare.
    Vi sono altre fantasie basate sulla realizzazione personale.

    5) Quando sogni ad occhi aperti, in che forma ti proietti nel sogno? ad esempio, sei te stesso o in una versione migliorata di te? oppure ti immedesimi in un personaggio che ha caratteristiche fisiche e caratteriali molto diverse da quelle che hai nella vita reale? oppure ancora prendi le sembianze di uno o più dei tuoi personaggi, cambiando forma ogni volta che preferisci? Descrivi dettagliatamente il tuo “io” (Parame) trasposto nel mondo immaginario
    Le mie fantasie sono essenzialmente legate ad una parte narcisista della mia personalità. Quindi più che essere realmente migliore, sono migliore nel senso che sono superiore alla me reale in ambiti quali l’aspetto fisico, la realizzazione personale, la creatività, il carisma e inoltre riesco a guadagnare la stima di persone che ritengo meritevoli di ammirazione. Anche nelle fantasie a sfondo amoroso sono una fidanzata eccezionale e meritevole di ammirazione. In generale ho gli stessi interessi che ho nella vita reale ma sono più brillante. Nella vità reale ho timore di essere una fallita, di risultare stupida e di brutto aspetto. Non appaio affatto narcista dall’esterno. Tendo a paragonarmi in modo malsano agli altri e soffro di questo continuo paragano che trova uno sfogo disfunzionale nelle fantasie.

    6) Secondo te, il mondo dei media e i suoi stimoli o anche detti “Triggers”, quanto influiscono sulle tue fantasie? Pensi che senza questi inneschi le tue fantasie sarebbero meno pervasive? Pensi che siano una delle cause che alimentano il maladaptive daydreaming?
    Non credo che attualmente ne siano la causa. Nel mio caso credo abbia influito qualunque mezzo attraverso il quale ho appreso che bisognava essere perfetti: intelligenti, di bell’aspetto, realizzati professionalmente, audaci, volentorosi, mai invidiosi, generosi, fedeli… mi sono convinta che se non fossi stata tutto questo sarei stata una fallita e avrei perso l’amore di tutti. Questa convinzione in cui non credo adesso, razionalmente, si è radicata dentro di me e credo sia molto alla base delle mie fantasie, volendo guardare soprattutto ai contenuti. Oltre a questo aggiungerei la solitudine, Credo sia stato determinante da bambina la sensazione di essere sola e di non poter parlare sinceramente con gli adulti. A questo punto lascio a te il compito di arguire quanto l’ideale di perfezionismo e la solitudine siano legati all’industria culturale.

    • alice_in_wonderland

      Moderator
      2 Novembre 2020 alle 18:36

      Grazie per aver condiviso sul forum la tua esperienza😊

  • sophia

    Partecipante
    3 Novembre 2020 alle 17:33

    1) Dipende dalla giornata, in genere almeno un’ora. Guardo film, serie tv e ascolto musica, ma la cosa che faccio di più è guardare video su YouTube (di argomento sociale, psicologico, politico, storico, scientifico, musicale, ma anche video tutorial, ricette e vlog). Lo faccio per il semplice motivo che mi piace e mi interessa. Per i libri dipende quali. In genere li leggo solo se riguardano un argomento per il quale ho un forte interesse. Leggo, ma ci metto molto tempo per finire, perché mi perdo troppo spesso a fantasticare.

    2) Sì, succede molto spesso. A volte non riesco neanche a guardare l’intero film o arrivare alla fine del libro, perché ho già avuto abbastanza spunti per fantasticare. Mi capita di vedere film con eventi tragici o situazioni divertenti e interessanti, e integrarli (identici o modificati a modo mio) nelle mie fantasie.

    3) Mi sento emotivamente connessa, con sentimenti di amore e amicizia, ma anche odio e rabbia.

    4) Ho più di un mondo immaginario, forse in questo momento ne ho due/tre diversi. Ma è variabile. Uno è ambientato principalmente nel passato, e gli altri in genere nel presente o futuro ipotetico. Ci sono molti elementi e dettagli che ho preso da spunti mediatici o oggetti e situazioni che esistono e che sono avvenute nella realtà. I personaggi sono sia persone che vedo nella realtà e con cui interagisco, che persone immaginarie e inventate (in parte o interamente) da me, come nel caso degli amici. Vivo esperienze di ogni tipo, in particolare di divertimento e amicizia, oppure tragiche e di profonda tristezza.

    5) Sono sempre me stessa, ma a volte in una versione migliorata di me. Per l’aspetto fisico resto abbastanza fedele alla realtà, ma con qualche caratteristica differente (es. un po’ più magra, con i capelli un po’ più lunghi e vestita meglio). Però, anche se più raramente, mi è successo di immaginarmi molto diversa fisicamente e mentalmente dalla me della vita reale, quindi non solo semplicemente “migliorata”. Per l’aspetto caratteriale invece sono diversa. Ma più che diversa, forse direi che sono quello che vorrei essere nella realtà ma che non riesco ad esserlo.

    6) Penso che influiscano molto sulle fantasie, in quanto è da lì che prendo maggiormente spunto. Tuttavia, senza di essi, credo che gli spunti per fantasticare li troverei lo stesso nella realtà, anche semplicemente osservando i miei coetanei e le vite delle altre persone.

  • selva_oscura

    Partecipante
    3 Novembre 2020 alle 21:04

    1) Dipende, è difficile dare una tempistica perchè varia molto da giorno a giorno. Per quanto riguarda film e serie tv direi da 30 minuti a due ore al giorno; musica, video (YouTube soprattutto) e lettura invece sono più variabili. Preferisco il cinema alle serie tv, perchè preferisco i contenuti diciamo “autoconclusivi”, infatti pure tra le serie preferisco le comedies perchè è più difficile che ti lasciano a fine puntata con la suspence. Adoro YouTube, perchè si trova di tutto, ma allo stesso tempo può anche diventare una droga.

    2) Immergermi totalmente in una storia direi di no. Magari prendo diciamo, degli “spunti narrativi”, perchè nel mio caso il soggetto principale delle fantasie sono io. Mi capita magari in film in cui ci sono relazioni sentimentali, dove vedo una scena e immagino me stessa o qualcuno di vicino a me in una situazione simile. O se no anche film/serie con personaggi dai caratteri forti: in quel caso faccio assumere a me o ad altri personaggi determinati tratti caratteriali.

    3) Sì, come ti dicevo, essendo principalmente io e persone della mia vita i soggetti della fantasia sono emotivamente molto coinvolta, a volte pure di più che non nella “vita reale”, perchè creo situazioni estreme, che vanno dalla totale euforia alla commiserazione.

    4) Il mio mondo immaginario non è tanto diverso da quello reale, i personaggi sono in genere persone della mia vita, o comunque persone diciamo “normali”. I posti sono la mia città, i posti in cui ho vissuto o che ho visitato. Sono le situazioni ad essere distorte, dialoghi immaginari, idealizzati.

    5) In genere sono sempre io il soggetto principale della fantasia, e sono me stessa, almeno dal punto di vista fisico. Dal punto di vista caratteriale invece è più complicato, perchè dipende dal mio umore e dalla mia autostima in quel momento: se sto bene tendo ad essere una versione migliorata, magari anche con tratti caratteriali che non sono i miei, ma quelli che vorrei avere; al contrario se sono giù di morale tendo a sottolineare quelli che reputo i miei difetti e ne esce fuori una versione peggiorata di me.

    6) Secondo me il mondo dei media influisce, ma non in maniera così diretta. Più che i triggers secondo me a condizionarmi sono delle rappresentazioni sedimentate, degli archetipi che vengono sempre riproposti dai media e che finiscono per regolare anche le mie fantasie: peccato che spesso questi siano degli stereotipi e non rispecchiano la vita reale (alcuni esempi: la femme fatale, il classico bulletto dei telefilm, lo sfigato di turno, il self made man). Quindi forse non sono la causa della fantasia, ma il modo in cui questa si sviluppa.

  • Anonimo

    Partecipante
    5 Novembre 2020 alle 13:52

    1. Non molto. Preferisco la musica, però ultimamente l’ho un po’ abbandonata.

    2. Si mi è capitato tantissime volte in passato. Ogni cosa era un innesco: una canzone.. una musica che mi attivasse determinate emozioni. Per esempio se vedevo un film d’amore immaginavo di avere una relazione con un uomo perfetto, se vedevo un film d’azione immaginavo di essere io la protagonista. Oggi no. Non ho più fantasie irrealizzabili. Le mie fantasie sono molto concrete. Esse riguardano degli aspetti della realtà. Fantastico e mi chiedo come raggiungere ciò, anche se ciò mi suscita abbastanza frustrazione. Ma la frustrazione è alla base della crescita. Meglio vivere con dolore, che sognare con rimpianto.

    3. Amore, felicità, disperazione. Ridevo o piangevo. Non faceva differenza. Qualsiasi cosa per darmi un emozione.

    4. Le scene più durature che ho sognato riguardano principalmente 2 ambiti: Io e la mia storia con l’uomo perfetto desiderato da tutte e le avventure che riguardavano il fare parte di una squadra dei servizi segreti. Io ero la persona più importante al suo interno.

    5. Le sembianze sono mie. Non ho mai desiderato assomigliare esteticamente a qualcun altro..forse qualche volta.. ma solo come tutte le persone che desiderano essere più belle. La maggior parte delle volte ciò che contava era la mia prestazione: più astuta, più intelligenza, più sveglia rispetto alle altre persone. Io solo io, e mai gli altri… tutto al contrario della mia inadeguatezza nella realtà!

    6- I triggers certamente influiscono. Ma attualmente non guardo serie televisive e ascolto di raro della musica, ma le miei fantasie partono automaticamente senza nessun trigger. Mi basta vivere per sognare. E anche quando non sogno, ho bisogno di essere disconnessa dalla realtà come se la disconnessione fosse una “ricarica”. La realtà mi costa fatica.

  • isabellatettamanti1

    Partecipante
    7 Novembre 2020 alle 21:55

    1) Ascolto almeno un’ora al giorno di musica perché mi piace creare montaggi musicali con le mie fantasie. Guardo spesso video ma non tengo il conto delle ore che passo davanti allo schermo che penso possano variare molto in base ai giorni e alle altre cose che ho da fare. (Con l’attuale situazione non devo più andare all’ uni e di conseguenza la mia vita è ancora meno organizzata di prima). Preferisco i media visivi alla lettura perché leggere mi stanca. Prediligo le serie tv a cartoni animati perché mi mettono allegria e la trama scorre più velocemente che nei film.
    2) Le mie fantasie tendono ad essere molto più legate alla vita reale che a libri, film, ecc., (pony colorati ed elementi magici a parte)…, anzi, a volte uso i prodotti di fantasia di qualcun altro (per esempio un cartone animato su YouTube) per staccarmi dalla mia immaginazione. Anche se mi piace aiutarmi con la musica, non ho bisogno di stimoli particolarmente forti dal mondo esterno per cominciare a fantasticare, spesso lo faccio senza alcuna sollecitazione.
    3) Sono sempre io la protagonista della fantasia quindi, diciamo, è come se fossi io stessa un personaggio. Mi capita talvolta di provare sentimenti di pietà/compassione per me stessa, (al punto magari di mettermi a piangere), ma anche sentimenti di potere e grande entusiasmo, come se mi stessi osservando dall’esterno all’interno di un film (quindi magari incomincio a slatellare). Talvolta questi sentimenti li proietto anche su personaggi che immagino interagire con me, (che esistano o no nel mondo reale). La natura delle mie fantasie non sembra avere un legame diretto con la realtà, (cioè, per esempio, se ho avuto una brutta giornata, non necessariamente ho delle brutte fantasie).
    4) Non ho un” cosmo” vero e proprio ma diverse “realtà alternative”. Attualmente mi capita spesso di immaginare la mia realtà attuale o futura in un mondo dove tutti siamo dei pony (unicorni, pegasi, alicorni, ecc…) prendendo spunto dalla serie televisiva MLP, (tuttavia non interagisco mai con i personaggi di questa o di altre serie). Oppure immagino un futuro dove realizzo i miei sogni e divento famosa con l’aggiunta di elementi magici anche solo per avere degli “effetti speciali” (oggetti che si muovono da soli, aure che brillano, volate di vento strategiche, scintille da tutte le parti, ecc…). Mentre scrivo mi rendo conto che devo pensarci su per farmi venire in mente le fantasie che vivo in un universo senza l’aggiunta di elementi palesemente estranei perché sono talmente “reali” che è come se il mio cervello le confondesse con la realtà, a volte sono semplici dialoghi con altre persone che però mi suscitano le stesse emozioni di conversazioni reali. In generale è come se dentro di me avessi un regista che conferisce alle mie fantasie l’aspetto di un film, (ci sono scene in slow motion, inquadrature drammatiche, sottofondi musicali, monologhi interiori, persino fanart : è come se fossi proprio convinta di essere dentro a un film!). Ma ci sono talmente abituata che non è facile descriverlo.

    5) Caratterialmente sono me stessa, talvolta sottoforma di pony. In quel caso mi immagino come un pegaso rosso con la criniera viola, talvolta anche come un unicorno in grado di fare magie o come un alicorno (creature abbastanza potenti). A volte, (ma questo lo facevo soprattutto prima di avere il mio avatar pony), sostituisco a me un personaggio di un cartone animato che rispecchia come mi sento in quel momento. Raramente immagino la mia faccia così com’è nella realtà, non perché il mio aspetto non mi piaccia, è solo che non ci sono abituata. Fanno eccezione le immagini non in movimento sulle quali fantastico, (esempio: le volte che mi immagino rappresentata in un poster per pubblicizzare il mio film, o in una foto in cui mi hanno immortalata, o in una statua a me dedicata, cose di questo genere insomma…).
    6) Il mondo dei media, in particolare i film ma anche i romanzi, le serie tv, ecc… influiscono molto soprattutto sulla forma delle mie fantasie, (per le ragioni indicate nel punto 4). Oltre che a fantasticare, credo che non sarei proprio in grado di pensare allo stesso modo se non fossi stata abituata a un certo tipo di contenuti mediali. La sensazione di “magia” che trasmettono queste forme d’arte la concepisco come qualcosa che si è profondamente radicato alla base dei miei pensieri, al punto che non sarei in grado di pensare in un modo che non ne fosse influenzato! Sicuramente i media alimentano il maladaptive daydreaming, se non ne sono la diretta causa.

    • alice_in_wonderland

      Moderator
      9 Novembre 2020 alle 05:10

      Grazie per aver condiviso la tua esperienza 😀

  • mrorange

    Partecipante
    11 Novembre 2020 alle 13:06

    1) Non lo saprei dire. Allla musica dedico tempi variabili a seconda del periodo. Vorrei però leggere molto di più e vedere molti più film. Diciamo che tra tutti potrei dedicare da mezzora a 2 ore o più. La mia giornata è spesso abbastanza piena. Il fatto è che quando leggo ma soprattutto quando guardo un film o una serie tv che mi piace mi ci immergo arrivando a dimenticarmi dove sono (ci sono stati film che mi hanno creato una sorta di sindrome di Stendhal), con la musica invece al contrario partono fantasticherie e film mentali che è un piacere. A volte guardo film per combattetere l’mdd!!!! Nei periodi in cui sono più incline a sognare ad occhi aperti potrei ascoltare 10 o più volte la stessa canzone perché mi fa vivere e rivivere una particolare scena del mio film mentale. La musica per me è il trigger perfetto!

    2) Si anche se con i film è raro. Con i libri ancora meno. Piuttosto mi capita di distrarmi e pensare ad altro. Mi capita di rivivere il film così com’è senza impersonarlo. Uno dei rari casi in cui posso averlo “riscritto” e “reinterpretato” nella mia testa per esenpio può essere successo con film che per qualche motivo hanno suscitato in me una forte reazione emotiva o morale.

    3) Si e talvolta riesco ad avere un rapporto cosi intimo che difficilmente potrei avere con chiunque nella vita reale. In genere per quanto immaginari sono personaggi che potrei incontrare veramente, sono a loro modo verosimili. Anzi mi sforzo per renderli realistici e rendere reali le circostanze che li riguardano. Con loro prima o poi perdo tutti i veli o le barriere interiori che ho con il resto del mondo. Anche se potrebbe capitare che mi trovi nella realtà a raccontare le stesse cose ad una persona a me cara o amica, ma nel mio film sembra tutto diverso.

    4) Diciamo che ogni tanto mi tuffo in storie parallele diverse che negli anni sono cresciute con me. In genere sono sempre io ma in una realtà aumentata.

    Da ragazzo sognavo di diventare calciatore. E in effetti, nel paracosm, sono diventato calciatore di serie A. Ho segnato un gol decisivo ai mondiali. Potrei descrivere a memoria la mia pagina di wikipedia con la lista delle squadre in cui ho militato. Col passare degli anni poi sono diventato allenatore. Ho appena vinto lo scudetto allenando la Roma (non sono di Roma ne la tifo).

    Oppure mi immagino di essere eroe per caso ed insieme ad altri aver sventato un attentato e salvato un sacco di vite. Qui la cosa assurda è che nel mio daydream mi concentro molto sul dopo, sulle conseguenze successive.

    In altri momenti sono un regista da Oscar (amo il cinena!!!). Anche qua potrei citare la lista dei film che ho diretto. Sono anche diventato giudice a Xfactor.

    L’ultimo daydream che ho fatto, che è stato proprio maladactive e mi ha portato a questo sito, è partito a inizio estate. In seguito l’ho attribuito ad una mia reazione ad un periodo di enorme stress. Ho vissuto una storia incredibile alla Nicolas Parks, come se il corso della mia vita ad un certo punto si fosse trovato ad un bivio e avesse preso un’altra strada. Mi sono messo addirittura a scrivere tutto quello che mi sono immaginato.

    La cosa incredibile è che tuffandomi in queste storie a volte vivo, o rivivo, delle emozioni fortissime, forti come nella vita reale

    5) In genere sono io, in una versione migliorata di me. Anche senza cambiare personalità con la differenza che anche i miei difetti reali diventano a volte punti di forza. Sono circondato da personaggi o tipi di personaggi simili a quelli che incontro nella realtà ma l’approccio è diverso. Magari succedono episodi estremi che cambiano il corso della mia storia. Anche i personaggi per cui provo odio o sentimenti negativi li affronto in maniera diversa, creo contesti estremi per cui posso essere completamente me stesso, o quello che vorrei essere. La cosa assurda è che talvolta la realtà ha stupito la fantasia, e me la sono cavata bene anzi meglio che nei sogni.

    È come se nei sogni ad occhi aperti scaricassi tutte le frustrazioni o i fattori di stress che nella realtà penso di non poter superare.

    6) Assolutamente si. Purtroppo i modelli che vengono inportati soprattutto dagli Stati Uniti sono devastanti. In certi film o serie tv sono tutti fighi, in forma, estroversi, sanno essere forti, di roccia di fronte a qualsiasi evento. La loro vita non è noiosa. Sono vincenti o ti fanno pensare che lo saresti anche tu se volessi, se non lo sei vuol dire che non lo vuoi. Non essere vincenti significa essere perdenti. Tutte balle!!!! Purtroppo da ragazzo sono cresciuto in ambienti di basso livello culturale e intellettuale dove simili modelli venivano considerati la normalità, l’obiettivo a cui ambire. L’esteriorita’ e non la sostanza. Contava chi alzava più la voce, non chi aveva qualcosa da dire. Io mi sentivo come il brutto anatroccolo, anzi sono stato anche discriminato e deriso perché ero troppo tranquillo. Passando gli anni, conoscendo gente che invece considerava le diversità, i difetti come fonte di autoironia se non addirittura di virtù ho capito che non ero io quello sbagliato. Purtroppo però guardando certi film o serie tv rimane quella sensazione di sentirsi sbagliati, di essere uno scherzo della natura.

    Un grosso in bocca al lupo per la tesi!!! Spero ce la farai leggere.

    • valeria_franco

      Organizzatore
      12 Novembre 2020 alle 09:29

      Che bellissimo intervento, è molto in linea con lo spirito dell’associazione e di quello che desideravo fosse questo forum. Condivisione di storie vere, opinioni e, perchè no, anche un po’ di ironia. Mi sono riconosciuta nella riscrittura dei film! Anche a me piaceva personalizzarli usando l’ambientazione e creandone mille varianti.

      E’ vero, i modelli hollywoodiani sono spesso deleteri e finti. Mi dispiace che tante volte i film che propongono un’alternativa siano pesanti o drammatici. Amo i film che con leggerezza parlino delle persone normali. Il mio preferito di sempre è “About a boy” (che è inglese però), o “Little miss sunshine” in cui tutta una famiglia è composta di “perdenti” e alla fine decidono…che va bene lo stesso così 😄

      • mrorange

        Partecipante
        15 Novembre 2020 alle 18:48

        About a boy mi manca (lo metto in lista dei film da vedere!!!) ma little miss sunshine è bellissimo. Personaggi talmente buffi che non puoi non amarli. Lo collego per motivi simili a La famiglia Belier, dove l’essere sordomuti non toglie umanità ai personaggi ma anzi li rende ancora più espressivi e umani dei cosidetti ‘normali”

      • valeria_franco

        Organizzatore
        15 Novembre 2020 alle 18:49

        La famiglia Belier non l’ho visto! Lo metto nella lista. E’ vero, i personaggi buffi o difettosi sono più amabili, sia nel cinema che nella letteratura. I personaggi troppo perfetti risultano noiosi, trovo una grossa pecca stilistica quando i cattivi sono troppo negativi (stupidi, ignoranti, grezzi e codardi, oltre che cattivi) e i buoni troppo perfetti (belli, simpatici, tendono la mano al nemico, sempre con la battuta pronta). Credo che sia questo il motivo per cui Game of Thrones ha avuto tanto successo, i cattivi sono intriganti e i buoni…beh, non esistono! @Alice_in_wonderland propongo che quando questo gruppo ha esaurito il suo scopo originale lo manteniamo e lo facciamo diventare un gruppo tematico su cinema e serie.

      • alice_in_wonderland

        Moderator
        15 Novembre 2020 alle 18:53

        Si!! Sarebbe molto bello mantenere questo gruppo attivo per parlare di media e industria culturale! ☺

      • valeria_franco

        Organizzatore
        15 Novembre 2020 alle 18:53

        Ci cambio già il nome allora!

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