Il Maladaptive Daydreaming è un Disturbo Dissociativo?

Il maladaptive daydreaming è un disturbo dissociativo? Che differenze ci sono tra il maladaptive daydreaming e il disturbo dissociativo di identità? Questi due disturbi psicologici hanno dei punti in comune, ma non vanno confusi. In questo articolo ne illustriamo le differenze.

Il confronto tra Maladaptive Daydreaming e Disturbo dissociativo dell’identità

Introduzione: distinguere il Maladaptive Daydreaming è importante

Nell’ultimo periodo il Maladaptive Daydreaming (MD) è diventato un fenomeno sempre più studiato e che attira l’attenzione di molti, soprattutto sui social media.
Mentre tante persone si riconoscono senza indugio nelle caratteristiche del MD, altre manifestano la necessità di comprendere meglio che cosa sia e come differenziarlo da altri disturbi psicologici.

Alcuni maladaptive daydreamers, inoltre, manifestano anche altre problematiche in comorbidità con il MD, come ad esempio il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).

E’ importante quindi chiarire bene cosa definisca il MD e rispetto agli altri disturbi psicologici, tenendo conto che in una stessa persona possono manifestarsi sintomi provenienti da disturbi diversi.

Per poter aiutare i nostri lettori a far chiarezza sulla natura del MD, pubblicheremo una serie di articoli allo scopo di distinguerlo da altre patologie. Iniziamo con il disturbo dissociativo.

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Maladaptive Daydreaming e Disturbo Dissociativo

In questo articolo di approfondimento ci soffermeremo sulle differenze tra il MD ed il Disturbo dissociativo di identità (DID).

Nel seguente video (in inglese) del ricercatore Eli Somer viene fatta una comparazione tra il MD e il DID. Sarà il nostro punto di partenza. 

Glossario


Comorbidità: indica la presenza di due o più condizioni patologiche.


Eziologia: lo studio della causa alla base di una malattia.

Cos’è il disturbo dissociativo di identità?

Prima di focalizzarci sulle differenze, è bene chiarire, anche se in maniera sintetica, cos’è il Disturbo Dissociativo di Identità (o DID).

Si tratta di un disturbo in cui sono presenti due o più personalità. I cambi di personalità avvengono in maniera improvvisa e involontaria e possono causare anche vuoti di memoria. Il soggetto affetto da DID non controlla gli stati dissociativi, piuttosto sente di essere un osservatore passivo del suo comportamento.

Grazie a questo spunto possiamo raccogliere le informazioni salienti che ci permettono di capire la differenza tra MD e DID.

Maladaptive Daydreaming e Disturbo Dissociativo di Identità: le differenze

Illustriamo le differenze tra maladaptive daydreaming e disturbo dissociativo di identità con una tabella comparativa. 

Maladaptive DaydreamingDisturbo dissociativo di identità
Il trauma non è sempre presenteIl trauma molto spesso è presente
I personaggi non interagiscono direttamente con la vita del soggetto, stanno su un piano differenteNon si parla di personaggi, ma di personalità, che interagiscono con la vita quotidiana del soggetto
L’attivazione dello “stato dissociativo” in cui il soggetto fantastica è volontariaIl cambio di personalità è involontario, personalità sono indipendenti
I personaggi non possono controllare la persona, sono in qualche modo secondari.Le personalità possono assumere il controllo del soggetto e comportarsi in maniera differente rispetto alla volontà
Non c’è un cambio di percezione della vita reale o del proprio séCi sono dei cambiamenti di percezione del proprio corpo e della realtà
Comorbidità: ADHD, DOC e disturbi di Ansia e di DepressioneComorbidità: PTSD, Disturbi dell’alimentazione, disturbo di personalità

Possiamo dire che il MD sia una forma di dissociazione?

Novità dal mondo della ricerca: lo studio della dottoressa Soffer-Dudek

Nella tabella precedente, è chiaro che il MD sia un disturbo distinto dal DID, con delle catatteristiche specifiche. Tuttavia, il fenomeno della dissociazione è uno spettro più ampio che può comprendere allo stesso tempo il DID ed il MD.

Negli utilmi articoli pubblicati sul sito del Consorzio Internazionale della ricerca per il Maladaptive Daydreaming (ICMR) la dottoressa Soffer-Dudek ha pubblicato un articolo dal titolo “Maladaptive daydreaming is a dissociative disorder​“.

La dottoressa spiega in che termini il MD può essere considerato un disturbo dissociativo, prendendo in considerazione alcune somiglianze comuni a entrambi i disturbi.

Secondo l’autrice, infatti, il MD è una forma meno grave di dissociazione, che può essere ricondotta al cosiddetto “Absorbation Disorder”, ossia un disturbo di assorbimento o dissociazione immaginativa. La sua teoria fa perno proprio sull’abilità intrinseca di assorbimento e coinvolgimento immaginativo che rispecchia l’inclinazione ad immergersi pienamente in uno stimolo, come appunto accade nel meccanismo del MD.

La dottoressa Soffer-Dudek si riferisce dunque al MD come “Absorbation Disorder”. La componente di assorbimento di per sé non è patologica;  E’ una capacità diffusa nella popolazione e che può essere considerata, appunto, come una forma non patologica di dissociazione.

È stato visto, però, che questa componente è strettamente correlata con i disturbi dissociativi ed è particolarmente presente anche nei soggetti con MD. Questo è uno dei fattori che ha spinto la ricercatrice a sostenere che il MD è una forma di disturbo dissociativo, anche se viene collocato tra le forme non patologiche di dissociazione e i disturbi dissociativi.

Per approfondimenti sulla teoria che abbiamo descritto brevemente vi rinviamo a leggere il paper della dottoressa Suffer-Dudek, disponibile gratuitamente in lingua inglese a questo link. In particolare, a pagina 9  troverete la tabella con le somiglianze tra MD e gli altri disturbi dissociativi.

In conclusione, la ricerca legata al MD sta cercando di avanzare una teoria eziologica che ci permetta di avere una chiave di lettura su questo disturbo.

È importante tenere in considerazione che il MD ha delle caratteristiche a sé stanti anche se si sta cercando un modo per poterlo collocare all’interno di un quadro diagnostico  più ampio per poter facilitare il processo clinico.

L’articolo scientifico qui riassunto rappresenta un importante cambiamento di visione del MD, poichè ci permette di vederne più chiaramente la natura e spiegare quali sono le possibili variabili che si intrecciano e sono alla base dell’insorgere di questo disturbo.

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